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martedì 27 maggio 2014

PRENDITI QUELLO CHE MERITI

PRENDITI QUELLO CHE MERITI
Gnut
- INRI - 2014

Si è fatto menestrello a tratti più solare il buon Claudio Domestico. Che sia stata decisiva la collaborazione con Dario Sansone dei Foja in occasione del progetto parallelo Tarall & Wine (per avere uno spaccato della vera musica partenopea contemporanea che - giustamente - non rinuncia alla tradizione un ascolto obbligato è senza dubbio il loro L'IMPORTANTE È CA STAJE BUONO) oppure più semplicemente una decisa e naturale evoluzione di un musicista giunto ormai al terzo, fatidico, album non ci è dato sapere. Quel che è certo è che finalmente con PRENDITI QUELLO CHE MERITI Gnut riesce per la prima volta a offrire all'ascoltatore una tavolozza di colori assai più variegata rispetto al recente passato, stimolando la curiosità, favorendo l'ascolto e gettando le basi necessarie per soffermarsi con più attenzione su un lavoro fatto di canzoni complete e compiute, sempre personali, ma capaci di assumere quel carattere universale che, in ultima analisi, resta uno degli obiettivi primari della canzone cantautoriale con la C maiuscola. Abbandonate le atmosfere notturne del precedente IL RUMORE DELLA LUCE Domestico non rinuncia tuttavia a circondarsi di collaboratori capaci di favorire con il proprio tocco artistico contributi musicali sempre decisivi anche quando minimali. È anche per questo che canzoni semplici, artigianali, nate verosimilmente per sola chitarra e voce, come ad esempio Torno e Fiume Lento, sono baciate da più rigogliosi arrangiamenti collettivi che le arricchiscono donando loro profondità sonora e ritmicità. Ma dicevamo anche di una ritrovata spensieratezza e solarità. Ecco allora Dimmi Cosa Resta, il singolo Non È Tardi, la title track Quello Che Meriti risolversi in un legittimo tentativo di ampliare il proprio raggio d'azione aprendo, seppur sempre con circospezione, le porte a quel mondo così complesso che per Gnut è sempre stato sinonimo di provvisorietà, ma che oggi pare essere assai meno ostile rispetto al passato. C'è la spinta a migliorare e a migliorarsi; il tentativo di guardare con maggiore serenità negli occhi il prossimo, facendo scorte di poesie per affrontare il viaggio. Con accorgimenti minimalisti e raffinati (Universi) gli interrogativi di una vita si fanno assai più fruibili anche in favore di un pubblico, se non proprio di massa, comunque più generalista che fino a questo momento ha sicuramente ignorato l'esistenza del cantautore napoletano. Non sappiamo quanto la sua caparbietà nel rivelarsi tra le sette note lo aiuterà a far breccia presso le nuove generazioni, ma di certo il suo deciso e continuo istinto a mettersi in musica è segno di una rinnovata e costante apertura nel perseguire i propri obiettivi. Per sé stesso certo, ma anche per chi crede e ha creduto in lui. Come il buon Alessio Russo. Musicista mite e schivo che attraverso la sua semplicità e bravura ha saputo sempre farsi amare da tanti per rimanere - immortale - nei cuori di tutti in queste cronache musicali 2.0.

martedì 29 aprile 2014

NON DATE IL SALAME AI CORVI

NON DATE IL SALAME AI CORVI
Massaroni Pianoforti
- Musicraiser - 2014

Cosa si può dire di un album che in qualche modo si è visto inconsapevolmente nascere? Cosa si può raccontare di un disco la cui genesi è stata concepita nel corso di alcuni anni contraddistinti da manciate di live in equilibrio tra costante (dis)impegno e lucida follia? Cosa resta da aggiungere alle tante parole  di quelle serate alcoliche caratterizzate da buoni propositi e continui rimandi a giornate migliori? Oggi è la musica a parlare. Oggi sono le canzoni a farla da padrone. Quelle stesse canzoni uscite di soppiatto dallo sgabuzzino di casa Massaroni; fresche e irriverenti, leggere eppure dense di significato. Mai banali anche quando apparentemente superficiali. Il cantautonomo non è cresciuto. È sempre Gianluca, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Semplicemente ha trovato forse per la prima volta tempi e modi giusti per proporsi all'esterno, dopo anni trascorsi nel famigerato "moncolocale rosso". Galeotto fu probabilmente quel paio di live nel centro di Pavia in compagnia dei Marta sui Tubi, una due giorni vissuta a stretto contatto in particolare con Giovanni Gulino nell'autunno del 2011 che all'indomani della nascita dell'ormai ben noto portale di crowdfunding Musicraiser si sarebbe ricordato del collega vogherese. E il discreto, ma continuo passaparola tra i non addetti ai lavori, spesso assai più ricettivi di chi dovrebbe suggerire al grande pubblico ascolti di qualità anziché lasciarsi condizionare da logiche mercantili senza futuro. Così, a distanza di un lustro dal già incantevole L'AMORE ALTROVE e grazie appunto al contributo dei lungimiranti raisers citati nel booklet dell'album, ecco undici nuove canzoni (e una dolceamara ghost track finale) fissate su cd, pronte a raggiungere finalmente non solo la vecchia guardia, ma una (folta?) schiera di nuovi sostenitori sparsi in tutta la penisola. Senza distinzioni di sorta. Perché NON DATE IL SALAME AI CORVI è nella sua sincera provincialità uno spaccato concreto e reale del tragicomico nazionale in cui viviamo. Quello vissuto in preda ai fumi dell'alcool anche dal protagonista della sorprendente hit d'Oltrepò Carlo (Il Passato È Passato) e quello gettato alle ortiche dalle numerose pedine sedotte da La Dama Bianca; gli stessi istanti di grottesca malinconia cantati, guarda un po'?, in Provinciale. "Grazie alle bozze di testi corteggiati anche per mesi imparavo accordi per dar loro una voce credibile, senza spartiti e senza tecnica, ma solo schiacciando la tastiera un po' qui un po' là e con una strofa da far suonare vera. Ripeto: non necessariamente bella, ma vera, autentica, vulnerabile e per questo - per me - inattaccabile." Questa è la differenza sostanziale tra Massaroni Pianoforti e gli altri: la credibilità. Quella verace, sincera, senza filtri. Merce rara, artigianale, quotidiana, ma che abbonda da queste parti. Istintiva e naturale come la spensieratezza trafelata e agrodolce di Ferie D'Agosto; menefreghista come la rabbia di rivalsa che contraddistingue ogni Una Buona Occasione andata male. Ironica quando le circostanze lo richiedono (Ornella); disarmante e furtiva come Due Amanti che si incontrano Alla Fermata Del 33 quando meno ce lo si aspetta. E infine capace come sempre di un tocco di classe come è Lavanderia A Gettoni, orchestrata da Maurizio D'Aniello e destinata ad essere annoverata tra le composizioni migliori del canzoniere di Gianluca negli anni a venire. "Ho passato molto tempo a scrivere e a riscrivere in solitaria tonnellate di parole in pentagramma senza pensare che un giorno sarebbero potute diventare la mia unica ragione di vita." Forse siamo giunti davvero ad una svolta nella vita artistica del vogherese. Non più solo "semplici" canzoni dallo sgabuzzino, ma autentiche melodie senza tempo e genuine perle da un patrimonio musicale contemporaneo in divenire. I Giorni Si Avvicinano. Il nostro cantautorato - e il nostro cantautonomo di fiducia - hanno oggi più che mai bisogno di noi. Sosteniamoli.