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lunedì 9 febbraio 2015

RIVOLUZIONE & SENSI

RIVOLUZIONE & SENSI
Rigo
- MRM Records - 2015

Che il sodalizio artistico tra Antonio Righetti e Sara Del Popolo non si fosse esaurito con il riuscito ANGELI E DEMONI era una certezza assodata già da tempo, una necessità narrativo-musicale rinnovata e consolidata oggi a distanza di soli tre anni dai primi timidi passi mossi con l'ep SOLO che di questo connubio costituisce i prodromi. A riprova della sinergia sviluppata dall'insolito duo ci sono infatti dieci nuove canzoni in lingua italiana, sviluppate una volta ancora a partire dalle suggestioni testuali che la scrittrice campana ha voluto inviare al bassista emiliano e da quest'ultimo musicate con il gemello di ritmo Roby Pellati presso gli studi aretini The Garage grazie alla collaborazione tecnica dell'altrettanto fidato Fabrizio Simoncioni. Ma RIVOLUZIONE & SENSI non è la pedissequa part II del cd che lo precede. A partire dalla convocazione del virtuoso Frank Ricci alla sei corde, il nuovo lavoro targato Rigo si muove su coordinate cantautorali che guardano però all'Inghilterra, agli anni '80 camaleontici e ricchi di spunti sonori, in una continua sfida alle regole tra nevrosi pop e cinismo new wave, complice forse anche l'abortito progetto TRUTH & LIES; con un tocco di elettronica (La Tigre Reale) che non ti aspetti (Nudo E Vero) sparsa qua e là, non tanto per irrobustire il groove, mai venuto meno in casa Righetti, ma per offrire appunto qualcosa di nuovo ad ogni nuova uscita. Sì, perché Rigo è veramente un musicista indaffarato a "fare la sua cosa", a inseguire i suoi "sogni di rock'n'roll", ma anche un artigiano di talento che rischia sempre in prima persona mettendoci la faccia e l'anima. Sembra un paradosso, ma dopo la separazione da Ligabue (con relativo picco di visibilità che l'ha fatto conoscere anche al grande pubblico) il bassista modenese si è letteralmente fatto in quattro. Accanto alla produzione solistica, eccolo accompagnare Danilo Sacco nelle sue scorribande post Nomadi; eccolo calcare i palchi con i Lowlands di Edward Abbiati, eccolo addirittura trovare il tempo per ricostituire gli storici Rocking Chairs da cui nacque tutto e, riordinate le idee, esibirsi con tutti coloro i quali bruciano ancora di musica e hanno l'impellente necessità  personale di attaccare un amplificatore per scaricare watt e passione in un never-ending tour il cui canzoniere questo cd va rimpolpando. Probabilmente non il migliore di una discografia sempre più nutrita, ma una volta ancora verace, sincero e giovane, come un buon bicchiere di lambrusco (chiedete della Lambrusco edition e vi sarà dato anche quello). Frizzante e funky (Woman), amabile, ma corposo (Io Non Resisto), anche quando la musica sembra faticare per trovare le giuste misure ad un periodare sempre ampio e poco disidratato (Delle Tue Mani), il nuovo lavoro di Rigo è attraversato da un filo rosso che scioglie nodi e reclama attenzione, stimolo continuo, sintomo di una malattia pulsante da cui è bello non guarire mai. Raccolta sequenziale di riflessioni e polaroid sonore, RIVOLUZIONE & SENSI è l'album di passaggio che approda a nuovi lidi, senza pressioni esterne, ma sempre al servizio di una incrollabile fede nei propri mezzi, con una versatilità in cui l'alternanza fra speranze e delusioni lascia testimonianza di sé superando ostacoli e pericolose assuefazioni. L'ennesima zampata di un vecchio leone della musica mai domo.

giovedì 10 ottobre 2013

ANGELI E DEMONI

ANGELI E DEMONI
Rigo
- Rigo Records/IRMA Records - 2013
 
Non è solo il passato a essere glorioso per Antonio "Rigo" Righetti: davanti a sé, come sempre, c'è una strada che chiede di essere percorsa una volta ancora al ritmo di quel rock'n'roll che strega, scalda i cuori e rapisce l'anima. Tuttodunfiato e senza fermate intermedie. La musica del resto è per il veterano bassista emiliano una ossessione vera e propria, un bisogno primario. Lo ricordava anche l'ex compagno di viaggio Ligabue nella prefazione al libro Autoscatto in 4/4 che Rigo pubblicò nel 2011 allegandoci, guarda caso, un cd dal vivo in cui andava a testimoniare fedelmente le sue scorribande sonore nei piccoli club della provincia italiana che resistono e godono nell'offrire all'ascoltatore watt di grinta e dedizione alla causa, sbattendoti in faccia se necessario (e lo è!) gli umori, il sudore e la tenacia di chi sta su quel palco come se fosse in missione per conto divino. Rigo - sottolinea Luciano - "(...) ama la musica come pochi. La ama così tanto da avere costantemente aperta una specie di partita doppia con tutti i debiti e i crediti che verso la musica ha e di cui non vedrà forse mai il saldo." E al tavolo di questa infinita partita il rocker di Modena gioca tutte le sue carte continuando la sfida iniziata con l'ep SOLO, quella del rock cantato in italiano. ANGELI E DEMONI raccoglie così il testimone di quelle cinque schegge rilasciate soltanto dodici mesi prima e permette a Rigo di tornare in sala di incisione per raccontare nuove storie di quotidiana umanità attraverso i testi letterari scritti da Sara Del Popolo e qui opportunamente rivisitati nella forma. Affiancato alternativamente dalla batteria del solito tonante Robby Pellati e da quella della new entry Tommy Graziani con cui divide i palchi nell'avventura musicale dell'ex nomade Danilo Sacco, il Fender bianco pompa, entusiasta, energia a profusione. Asseconda le staffilate di Mel Previte, leader incontrastato alle chitarre elettriche; sprinta quando necessario. L'approccio alla materia è dei migliori con le ritmate Guardando Te e Ricorderò subito in bella evidenza; nel mezzo ecco comparire invece il rigo'n'roll impudente ed istintivo di Dimmelo, primo singolo di un lavoro che rallenta un poco per far spazio alle leggiadre melodie di Incanto, occasione in cui hanno buon gioco i cori di Katja Marun, da Rovereto via Guruflex, che impreziosirà con la propria voce anche la biografica Io Non Cambio Mai, la corale Proverai e Angela (in quest'ultimo caso non accreditata). In Cosa Mi Dirai fanno capolino gli arpeggi di Federico Poggipollini, ennesimo compagno di palco che non poteva rifiutare la chiamata per questo cameo. Occasione di future tirate strumentali nelle esecuzioni dal vivo, Tra Prendere E Lasciare cita il Lou Reed di Sweet Jane, ma anche, senza volerlo, il più nostrano e meno atteso Antonello Venditti di Benvenuti In Paradiso. Se Vuoi (Perdonami) è invece un pezzo ambizioso che si insinua in maniera graduale grazie sia alla sua struttura non convenzionalmente cantautorale e marchiata dal sacro fuoco del blues sia alle suggestioni che da esso scaturiscono. Così, mentre la strada chiama, in un ultimo sguardo allo specchio arriviamo alla conclusione del cd con il messaggio di libertà condiviso da Per Volerti Cercare. Ora è tempo di andare. Con sincerità, passione e generosità. Tre qualità che non mancheranno mai a Righetti e al suo rock stradaiolo, con un'anima e una importanza sociale non negoziabili come questo disco di contrasti è lì a testimoniare. "È un mestieraccio, ma non possiamo fare a meno di farlo."
 

martedì 29 maggio 2012

SOLO

SOLO
Antonio "Rigo" Righetti
- Rigo Records - 2012

È la storia di un rocker dalla scorza dura, ma dal cuore sensibile. La storia di uomo sincero, appassionato, generoso. Un uomo che crede in ciò che fa, da sempre; che vive, respira, mastica il rock nella sua forma più pura, sia quando figura indispensabile per l'economia di un suono per altrui musicisti, ma che pian piano si fa sempre più riconoscibile al punto da diventare un tutt'uno con la sua persona, sia quando slegato da ogni altro vincolo contrattuale che non sia quello dell'onestà intellettuale verso le sue passioni. Un uomo in fuga solitaria. Un uomo solo e al comando dunque, giusto per parafrasare una metafora ciclistica da sempre in voga. Uno sport, il ciclismo, che del resto per anni è stato, e a certi livelli lo è ancora oggi, semplicemente sinonimo di fatica, costanza e impegno. Le stesse qualità che richiedono il rock'n'roll, il blues, il folk, quelli veri, quelli che hanno attraversato e attraversano mode e decenni, infischiandosene di luccicanti specchietti per le allodole e ammalianti, ma pur sempre effimeri canti di sirene. Antonio Righetti, per tutti Rigo, è parte integrante di questa lezione di vita che la Musica offre e condivide con chi è capace di darle fiducia; fin dai suoi esordi a metà anni '80 con i seminali Rocking Chairs di Graziano Romani sono bastate quattro corde in acciaio montate su un basso Fender per ottenere quel groove e quelle variazioni scarne, ma di buona fattura che ben si sarebbero apprezzate su più larga scala nel successivo periodo con Ligabue. Oggi quelle stesse vibrazioni, lasciate un po' per strada dal rocker di Correggio, rivivono qui, in questo quarto appuntamento solista per il bassista (e per l'occasione chitarrista) modenese, primo col cantato in italiano dopo la strepitosa sbornia strumentale del precedente PROFONDO BASSO. Su testi curati dalla giovane autrice napoletana Sara D, Rigo fonde il piacere di lasciar parlare la sua musica con parole nuove, in compagnia del compagno di tutta una vita artistica, quel Robby Pellati da cui pare non poter prescindere, coppia ritmica affiatata per amicizia e sintonia musicale. Cinque pezzi che sono fotografie, autoscatti nitidi di una condizione dell'anima, di un vivere altro, che trova nel viaggio la sua inconsapevole finalità, con una mèta che è come l'El Dorado: bramata, ambita, ma irraggiungibile. Si parte con il rock blues in levare di Non Puoi Cambiare, in cui le atmosfere rilassate provenienti dalla chitarra vengono contrappuntate da un basso corposo e di forte musicalità, che sgomita per accaparrarsi le luci della ribalta. La gentilissima voce di Elisabetta Gagliardi si accorda a quella più profonda e personale di Antonio nell'immarcescibile promessa amorosa di Noi così come nella title track Solo, episodio che rimanda ad un cantautorato più desertico e scarno, di forte matrice americana, arido e secco come il polveroso territorio spazzato dal vento torrido del West. È una terra di frontiera quella raccontata da Rigo, tra ricordo e oblio, tra amore e desiderio; anche Quante Volte con il suo piglio vigoroso non viene meno a questa vocazione. E se la conclusiva Sguardi è forse il brano più macchinoso del lotto nonostante l'apprezzabile apertura del ritornello, resta la certezza di aver tra le mani l'ennesima sfida di Righetti lanciata a sé stesso, nel tentativo di alzare una volta ancora l'asticella verso il nuovo traguardo. Perché, incisa e missata da Andrea Lepori, SOLO è pure la prima pubblicazione della sua casa discografica ad personam, la Rigo Records appunto, nata, come tutto ciò che riguarda il suo titolare, per passione e sentimento prima ancora che per profitto. E se tra i suoi mille impegni dovessimo perderlo di vista per qualche istante, sapremmo già dove rivolgere lo sguardo. Qualche metro più in là, su un palco, c'è una spia accesa e una nota di basso capace di farci vibrare lo stomaco.