giovedì 16 giugno 2016
WHITE OUT
martedì 25 febbraio 2014
SEGNI (E) PARTICOLARI
mercoledì 5 febbraio 2014
martedì 28 gennaio 2014
SEGNI (e) PARTICOLARI
mercoledì 27 novembre 2013
IŪS
Enrico Ruggeri
- Neverlab Avant - 2013
lunedì 27 maggio 2013
FRANKENSTEIN
mercoledì 18 luglio 2012
Un po' a sorpresa, e per lo scorno di molti, è già tempo dei bis. Ovviamente, dato lo spazio informale, non c'è discesa dal palco, ma un'immediata esecuzione di Contessa che spinge fatalmente i fans, felini, a circondare "minacciosi" la pedana su cui si trova Ruggeri. Tutti assediati. Lui e la band. A meno di un metro dall'ormai imminente contatto fisico ci si arresta e, divertiti, si mantiene la posizione partecipando alla festa di canti e urla di approvazione sui botti conclusivi di Mistero che, rouggendo tra i decibel della Schecter S1, aggredisce lo spettatore con alto tasso di godimento del quartetto impegnato con gli ultimi sforzi di giornata. Nel tripudio di fotocamere, videocamere e i-phone pronti a documentare l'evento, tra strette di mano e high five con lo stesso Ruggeri, si conclude un'ora abbondante di poetica rock in una "cornice spettacolare per un concerto unico nel suo genere". L'assalto, composto, al fortino è completato quando Schiavone stacca il jack. Da quel momento in poi è ricerca di fotografie e autografi. Un pomeriggio diverso dunque, singolare ed esclusivo a ben guardare; un'esperienza, condizioni logistiche permettendo, da ripetere quanto prima. La soddisfazione generale è oggettivamente palpabile tra organizzatori e fans, si riversa nelle chiacchiere post concerto e nelle ore successive sui vari social network dedicati all'artista milanese. L'unico appunto si può forse muovere alla durata dell'evento. Vista anche la piega presa con i pezzi più movimentati, una manciata di brani in più, magari un secondo bis invocato all'istante da molti, avrebbe garantito un finale ancora più esplosivo e coinvolgente. Spesso basta davvero poco più di niente. ps: e se invece fosse stata solo un'abile mossa per andar a spiare in gran segreto una Vecchia Signora?
mercoledì 1 febbraio 2012
LE CANZONI AI TESTIMONI
sabato 2 aprile 2011
in concerto
I più attendono le 23:30 per l'inizio dello show. In realtà un'anteprima di quanto di lì a qualche ora costituirà l'ossatura del concerto si può già ascoltare nell'assolato pomeriggio novarese di questo inizio di primavera quando, durante le prove, ecco comparire ai nostri occhi, da sinistra a destra del palco, Stefania Schiavone, costantemente baciata dai raggi del sole mentre improvvisa alle tastiere, il serafico Renato Meli col suo Fender, un iperattivo Luigi Fiore tornato dopo dieci anni alle pelli, l'atteso Ruggeri, finalmente senza tutore al braccio, e il sempre affidabilissimo Luigi Schiavone alla sua Schecter: i cinque inanellano, dopo aver tarato i propri strumenti per una ventina di minuti, la rediviva La Donna Vera, il cui inciso viene provato un paio di volte per affinare il gioco di squadra, Rien Ne Va Plus, Contessa, con Fiore impeccabile e sicuro orchestratore dei cori, Vivo Da Re e una Polvere su cui fa la sua comparsata Scream, fin qui umilmente in disparte, accompagnando al controcanto finale Enrico.
Sono le 19. Qualche fan comincia ad arrivare alla spicciolata e pian piano si avvia a tavola visto che la stragrande maggioranza ha scelto di fermarsi nel locale per poter cenare accanto ai propri beniamini, già sommersi da calorose strette di mano e richieste di autografi vari. Quando le porte vengono aperte anche agli "esterni", Ruggeri e gli Champagne Molotov sono ancora a tavola, divertìti e cortesi come sempre, senza tradire il benché minimo segno di nervosismo o emozione rispetto alla serata che li attende. A scaldare il pubblico di lì a poco ci pensa comunque Scream che degli Champagne Molotov è attualmente il vocalist in quanto la band, ormai sul palco, ha iniziato una tourneé dalle forte tinte hard rock proponendo un repertorio basato esclusivamente su pezzi dei Journey, storica AOR band americana, poco nota alla massa italiana, ma che ha visto succedersi nelle sue fila musicisti del calibro di Steve Perry, Jonathan Cain, Aynsley Dunbar, Steve Smith, quella macchina da guerra che è Deen Castronovo, Gregg Rolie, Ross Valory e molti altri, tutti al servizio del portentoso guitar hero Neal Schon, unico membro della formazione originaria rimasto al proprio posto dal 1973 dopo gli esordi con Santana.
Certo, le pur ottime Any Way You Want It, Lovin' Touchin' Squeezin', la metallica Wheel In The Sky, Separate Ways o Don't Stop Believin', tanto per citare una manciata di classici che in America hanno garantito un pressoché costante successo alla band di San Francisco lungo tutti questi anni, non hanno l'appeal dei classici del Rouge che questa sera un migliaio di persone è venuto ad ascoltare, ma sono pur sempre gradite occasioni per testare l'ottimo stato di forma degli Champagne Molotov di cui va apprezzato il coraggio per l'anomala offerta musicale proposta. E mentre all'ingresso del locale vengono avvistati Fabrizio Palermo e la moglie Roberta, arrivati giusto in tempo per non perdersi il live della reunion, è lo stesso Scream a cedere il palco all'atteso Enrico Ruggeri che, pacca sulla spalla all'amico, camicia grigia, cravatta pitonata e occhio lucido per l'emozione, si lascia scappare con un sorriso complice un semplice "Ciao ragazzi!" rivolto al pubblico eccitato.
Poi.. Rien Ne Va Plus. Pianoforte e voce. Applausi. Nonostante il fastidioso chiacchiericcio continuo di qualche infiltrato poco gradito, la poesia che proviene dal palco catalizza l'attenzione di tutto il locale e rapisce i cuori più sensibili. L'entrata poi degli altri strumenti per la conclusione del pezzo concede un caloroso tributo a tutti i musicisti. Facendo riferimento allo stop forzato causa operazione il cantautore milanese ci confida di come sia "molto contento di ripartire con quelli con cui siamo partiti un pò tutti": c'è pure Roberto Benoldi, storico tour manager della formazione, con cui vennero condivisi gioie e dolori di quei rouggenti Anni '80 che, prima di questa sera, per molti dei presenti tornavano però a prendere vita solo attraverso le parole e la testimonianza di chi li aveva vissuti sulla propria pelle. E allora godiamoci questi istanti. Ancora l'incantato pianoforte affidato a Stefania Schiavone diffonde le tenebrose note della strepitosa Il Portiere Di Notte mentre dall'altro lato del palco il fratello Luigi le contrappunta con la sua chitarra.
Spariti gli arrangiamenti elettronici degli ultimi anni, la protagonista della canzone prende forma non solo nel suo asciugamano, ma sembra addirittura avanzare tra i fumi del palco mentre l'assolo finale ne conclude la camminata. E fedele a queste versioni originarie ecco pure Nuovo Swing con Ruggeri che, ancora emozionato, sbaglia l'entrata, lo segnala addirittura nel microfono come se niente fosse, quindi, felice come un bambino, prende in mano le redini della situazione e dirige i cori del pubblico. Al di là dell'innegabile bravura di Stefania, è divertente osservare la nonchalance con cui il marito Renato Meli suona il basso, quasi non l'avesse mai abbandonato per dedicarsi invece all'industria discografica dopo lo scioglimento della band vent'anni prima. Deliziosa, anche se probabilmente un pò fuori luogo questa sera, Quello Che Le Donne Non Dicono da sempre momento di cori femminili che mai stonano, ma che si sarebbe potuta bypassare per far spazio a brani più movimentati e attesi dagli aficionados.
Poco male; l'immancabile Polvere zittisce immediatamente ogni tipo di eventuale malumore con uno Schiavone in stato di grazia, e presentato per primo quale dovuto omaggio ai tanti anni di scorribande musicali vissute insieme, che torna ad incendiare il fronte del palco col suo chitarrone heavy mentre il lungocrinito Scream raggiunge tutti per il controcanto finale. Un ringraziamento al siòr Silvio Crippa, l'unico Silvio conosciuto dalla band prima che comparissero altri imitatori, ed è tempo di presentazioni per il resto della band: il grande Luigi Fiore, batterista e ora pure guru dell'alimentazione, il discografico con la mai sbiadita passione per la Musica Renato Meli e una emozionatissima Stefania Schiavone che, immancabile, attacca l'ennesima sua arcinota partitura pianistica con Enrico che per la seconda volta non riesce ad entrare sull'attacco. È Il Mare D'Inverno, che strappa come sempre consensi e boati di attestazione, ma che oggi si piega di fronte al recupero della storica La Donna Vera, primo estratto di una terna a cavallo tra rock e punk, con un quadratissimo Fiore senza il quale anche i restanti brani perderebbero un pò del loro smalto primigenio.
Urge assolutamente una foto: dalle prime file ecco giungere nelle mani del cantante i mitici occhiali bianchi che Ruggeri indossa un istante prima di riappropriarsi dell'omaggio Decibel di Contessa e sparare l'altra scheggia pre-Champagne di Vivo Da Re che chiudono lo show della reunion. Foto ricordo per tutti. Quindi ancora Champagne Molotov featuring Scream con una nuova elettrizzante scarica di AOR targato Journey. Fatto salvo chi causa di forza maggiore deve farlo, spiace vedere a questo punto della serata allontanarsi dal parterre una fetta di pubblico, evidentemente già soddisfatta per quanto fin qui ascoltato e sicuramente poco avvezza ai nuovi brani. Ma chi resiste e sta al suo posto viene premiato: un informalissimo Ruggeri, abbandonate camicia e cravatta, si ripresenta sul palco in t-shirt nera e la band parte con i bis. E sono veri bis: l'acclamatissima La Donna Vera è l'immancabile partenza che richiama anche quanti si erano rifugiati al bancone a cercar un drink o più semplicemente refrigerio, poi di nuovo Polvere e Vivo Da Re con somma e reciproca soddisfazione di pubblico e protagonisti.
Baci e abbracci, applausi e fischi d'approvazione, gioia e commozione, rock e sudore. Questa volta è proprio finita. Ma nel migliore dei modi. L'indomani, sul proprio Diario Di Bordo, un raggiante Ruggeri così commenterà: "Ieri è stata una serata di quelle che non si dimenticano. Emozioni molto forti da chi era sul palco e da parte di chi, davanti a noi, cantava a squarciagola mostrandoci affetto e stima. Gli Champagne Molotov hanno ancora un'identità sonora molto precisa: è stato un concerto vero e proprio e non una rimpatriata. È stato bello risentire quelle versioni e cantarci sopra. La vita va avanti, arriveranno nuove idee e nuovi progetti, ma è fantastico fermarsi ogni tanto a guardare quello che abbiamo costruito e vedere che non è stato ingiallito dal tempo. Grazie Renato, Stefania e Luigi. A presto". Noi con voi.sabato 1 gennaio 2011
Mantova (MN)
22:30 spaccate si parte! Una punkettona White Christmas è eccezionalmente per questa sera il brano di apertura. Vero: niente ruota elettronica sul palco allestito accanto al Palazzo del Podestà e a quello della Ragione, a solo due passi da Sant'Andrea, e nessuna chiamata tra gli astanti per girarla, ma la carriera di Ruggeri è talmente costellata di grandi capolavori e piccole perle da riscoprire che anche oggi sarà in grado di soddisfare il pubblico più esigente.
Three, four: Rock Show!! L'antica piazza Broletto via via si riempie e, anche grazie a questo energico brano dai bagliori metal, si scalda mentre il vocal coach Fabrizio Palermo coordina i cori di Paolo Zanetti, ormai storica seconda chitarra, e dell'ultimo arrivato alle tastiere Francesco Luppi. Da manuale l'assolo finale. E a proposito di stacchi chitarristici da brividi, il buon Schiavone ruba la scena anche nell'intermezzo di Ti Avrò, ennesimo classico che non poteva mancare questa serata.
Inconfondibili, le note di Nuovo Swing si diffondono nell'aria per la gioia del fanclub omonimo e per fare il paio con la celeberrima Il Mare D'Inverno cantata ovviamente da tutti i presenti e con ancora un decisivo GigiBBestiAnimaleSchiavone protagonista al centro dello stage con la sua fedele Schecter.
Caffé? Grazie, ma non ne voglio questa sera! Piuttosto, sotto con altro (hard) rock e con Poco Più Di Niente, qui mescolata all'intro di Thunderstruck, ad un accenno di My Sharona e alla già citata Polvere. Nei dieci minuti in cui il brano si snoda c'è così tempo per il Nostro di ringraziare, tra un botto e l'altro, il pubblico, autore di tutti i cori che il brano prevede, i tecnici e lo staff che hanno accompagnato il tour estivo e non, e ovviamente la sua band che sul finale omaggia pure gli Who.
E allora perché non suonare una bella cover tutta per intero come se ci trovassimo a jammare tra amici? La scelta ricade su The Jean Genie di Bowie, già in repertorio dai tempi di PUNK PRIMA DI TE.
Siamo agli sgoccioli del 2010 e pare giusto essere ancora una volta romantici prima di scatenarsi nuovamente di lì a qualche minuto: tra le ballad irrinunciabili non ancora eseguite manca Quello Che Le Donne Non Dicono per cui è giunto il
momento di suonarla.-10! No, per fortuna non sono i gradi percepiti in piazza, ma i minuti che ci separano dalla mezzanotte dunque la nuova hit La Notte Delle Fate insieme ad una punkeggiante Jingle Bells si riveleranno essere le ultime canzoni eseguite prima del brindisi e degli auguri di rito.
-5, -4...Conto alla rovescia e in attesa dei fuochi pirotecnici che di lì a poco verranno sparati sulle sponde del vicino lago, -3, -2...tra un tripudio di mortaretti e petardi, -1...che dire??? BUON ANNO!!
E c'è ancora tempo per un paio di bis: Contessa e Mistero non fanno ovviamente prigionieri, ma anzi scatenano i fan e le migliaia di persone ormai presenti lungo le vie e i vicoli della città un tempo dei Gonzaga. Col palco allargato ai Kymera, richiamati per questi encore direttamente da Enrico, ora di nuovo intabarrato nel suo piumino nero, è semplicemente festa.
Quando partono però le note registrate di Volata Finale capiamo che adesso sì, per oggi è proprio finita, mentre i musicisti si abbracciano sul palco e ringraziano autorità e organizzatori, salutando la folla accorsa nell'incantevole e suggestiva Mantova da un pò tutto il centro nord. Ci sarà ancora tempo per vivere la notte in compagnia di volti conosciuti e meno noti, uniti dalla speranza per un 2011 ancora più ricco di soddisfazioni. Una chiusura in bellezza dunque, voluta e goduta. Tra Champagne & Molotov.
Andrea Barbaglia '11
un link al seguente post è presente qui:http://nuovoswing.forumup.it/about1714-0-asc-150-nuovoswing.html
mercoledì 29 settembre 2010
"Ognuno di noi è un centro di ruota e il mondo gira lento intorno a noi". A un solo anno dall'imponente operazione discografica di ALL IN, ben 3 cd composti da duetti, cover e una colonna sonora per film, gli introduttivi 45" de La Ruota sono solo il preambolo di un riuscito concept album sulle dinamiche del tempo che vede in apertura una quaterna di brani decisamente ben riusciti: il primo è la conosciutissima La Notte Delle Fate che nonostante l'incomprensibile eliminazione al Festival di Sanremo possiede tutte le caratteristiche per diventare un nuovo classico nel repertorio live del cantautore milanese. Vivi, scelta come secondo singolo a furor di fanclub, procede nell'indagine conoscitiva del tempo che scorre mentre l'accoppiata Ruggeri-Mirò è artefice della splendida L'Attore, un crescente rock acceso dalle trame tastieristiche di Giovanni Boscariol e già scelto come opener per le date teatrali della passata primavera. Cosa resta dopo la morte di un soldato? Soltanto Il Mio Onore, canzone estremamente impegnata con un nuovo importante stacco di Boscariol. Con La Ragazza Del Treno si torna a climi più sereni e spensierati mentre accompagniamo la protagonista del viaggio dal suo amato compagno. Altro trittico di valore dopo l'energica, ma poco dinamica Io Conosco Il Rock'N'Roll: Padre E Figli, sentita meditazione sul mutare dei ruoli impreziosita dagli archi dell'EdoDea Ensamble, La Mia Religione, con l'ottimo Schiavone in evidenza, e L'Ordine Naturale, scarica di adrenalina e ritmo dalla prima all'ultima nota mentre Ruggeri ci canta di quanto l'incognita della vita vada di pari passo con il destino e le sue imperscrutabili leggi. Tutto su ottimi livelli, ma lo zenit dell'album è individuabile nell'ultimo brano, quella Vorrei che con solo pianoforte e archi affronta con infinita classe e misura una tematica difficile, ma inevitabile come è l'esperienza della morte. Poi "un taglio di luce annuncia un'altra estate"..
in loving memory of my piccolo amico Birbo.
Grazie di tutto.
Hai svolto il tuo difficile compito nel miglior modo possibile.
We miss you so much.
lunedì 26 luglio 2010
A tre anni di distanza dall'ultimo album in studio, l'elettronico L'UOMO CHE VOLA, Ruggeri cambia ancora registro e, autoproducendosi, si presenta sul mercato discografico con un cd cantautorale diviso tra rock di gran classe, ben esemplificato da episodi come Turnover, i cui fiati a-là Chicago scritti dal tastierista Pino Di Pietro fanno da degno contrappunto al sempre più preciso e pulito chitarrone di Luigi Schiavone, e aperture folk-bandistiche presenti nell'omonimo brano di apertura Gli Occhi del Musicista così come nell'entusiasmante e coinvolgente Il Matrimonio Di Maria. La svolta "balcanica" è avvenuta anche in virtù della new entry Davide "Billa" Brambilla, già spalla di lungo corso di Davide Van De Sfroos, e dell'ottima performance al Festival di Sanremo con la sorprendente Primavera A Sarajevo dell'anno prima e qui riproposta come bonus track insieme ad altri due episodi fortunati: la già nota e conclusiva I Naviganti, altrimenti reperibile solo sulla ristampa del live LA VIE EN ROUGE, e il riuscitissimo duetto con la compagna Andrea Mirò nell'appassionata denuncia contro la pena di morte affrontata in Nessuno Tocchi Caino. Sorprendentemente è però la jazzata A Un Passo Dalle Nuvole (alle spazzole troviamo un pò a sorpresa il rientrante Marco "Nano" Orsi) il singolo scelto per il lancio del cd, seguita in seconda battuta dalla splendida Morirò D'Amore, più canonica nella sua veste di ballad rock e perfetta per le atmosfere che tanto piacciono di Ruggeri. Eterogeneo, il cd procede affiancando alla raffinata Fuori Piove, le cui atmosfere jazz sono in massima parte sottolineate dalla sezione trombe e dalle trame pianistiche concepite dal veterano Di Pietro, l'emozionante Uccidimi, con un ottimo assolo di tromba del Billa su metafisico testo dell'autore milanese, e la sorniona La Spina, coi suoi ritmi in levare e la fisarmonica ad arrichirne i colori. Ultimo, ma non ultimo il realistico quadro descritto ne La Preghiera Del Matto, omaggio in musica ad una categoria di persone spesso poco presa in considerazione non solo nel mondo musicale, ma nel nostro quotidiano, fino a quando non decidono ahimé di passare all'azione. Andiamo, non fatevi intimorire dall'oscura copertina: mettete piuttosto il cd sul lettore, premete play e ...tacabanda! Lunga È La Notte.


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