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venerdì 6 febbraio 2015

LA PRIMA VOLTA

LA PRIMA VOLTA
Filippo Andreani
- autoproduzione - 2015

È un disco di passioni forti e di racconti sinceri questo atteso LA PRIMA VOLTA, ma è anche una carrellata di volti, di nomi, di esistenze e un crocevia di sinergie tra il suo autore Filippo Andreani e la storica band combat rock dei Linea, a loro volta affiancati da una manciata di ospiti prestigiosi che mettono la faccia e il cuore, uniti per una giusta causa: il recupero della memoria. Una memoria sociale, collettiva, di sostanza, che sappia guardare al passato non come malinconico ripiegamento su sé stessi e chiusura al mondo, ma come inesausta fonte di conoscenza, pozzo profondissimo di sapere da cui attingere a piene mani per ricordare come eravamo una volta e capire cosa siamo diventati oggi. Un libro aperto, a tutto campo, spalancato su pagine di vita privata alternate a momenti più leggeri, ma ugualmente sospesi tra una spiritualità laica e una fratellanza materica ben radicata. Che si parli di calcio o di Resistenza poco importa: non è il cosa, ma il come a fare la differenza. Stefano Borgonovo, Gigi Meroni, Adelmo Cervi, Gianni Brera, Angelo Tagliabue sono solo alcuni fra i protagonisti individuati da Andreani per raggiungere uno stato di consapevolezza che fughi ogni ostilità e si cimenti in una riappropriazione concreta della propria identità; qui tutto segue un filo rosso e il cantautore comasco decide addirittura di avvolgerlo attorno a sé, per non perderne il tracciato, ma soprattutto per testimoniarne con semplicità l'importanza. Anche il mezzo è secondario rispetto al fine. Rock (Veloce), reminiscenze punk, impianti combat folk (Che Ti Sia Lieve La Terra), ritmi in levare (Lettera Da Litaliano), nulla è più costante delle mutazioni; nel suo piccolo, un "collage sandinista", in grado se necessario di aprire a suoni più prettamente cantautorali (Tito, 20 Gennaio 2014) o di virare su terreni impervi e pietrosi (Il Prossimo Disco Dei Clash) quando la vita lo richiede. Ma se vi venisse domandato di indicare il vertice del cd una sola sarà la scelta possibile: Gigi Meroni non è soltanto uno splendido omaggio alla Farfalla Granata scritta e musicata a quattro con il geniale Luca Ghielmetti, ma la scoperta di quell'uomo che vorremmo essere un po' tutti e che in noi alberga, con l'entusiasmo del bambino, la consapevolezza dell'adulto, l'estrosità dell'artista, in grado di liberare l'adrenalina e scatenare l'entusiasmo prima di sfumare rapidamente nel mito. Una canzone di amore e morte, senza tempo e senza età, degna di ritagliarsi uno spazio nel pantheon della Musica per manifesta superiorità, in grado di offrire emozioni uniche per le quali la Sorte diventa solo una delle infinite variabili che si parano di fronte all'esistenza umana e che apre paradossalmente a nuove possibilità una volta affrontata. La summa di un album nato come esigenza personale, ma che in breve tempo ha saputo raggiungere e toccare corde segrete di più persone, esperienza comunitaria che chiede semplicemente di essere suonata davanti a quel pubblico popolare testimone di un cambiamento sociale, simbolico e radicale, sempre attuale. Come un pugno chiuso. Intento a reggere, custodire, proteggere. 

mercoledì 12 novembre 2014

STAVOLTA COME MI AMMAZZERAI?

STAVOLTA COME MI AMMAZZERAI?
Edda
- Niegazowana - 2014

Siamo arrivati a tre. Soltanto un lustro fa sarebbe stato impossibile crederlo. Anche solo ipotizzarlo. Ma Stefano Rampoldi è davvero tornato. Ed è tornato per restare. A suo modo ovviamente, mai sereno fino in fondo, ma capace di domare debolezze e tentazioni che in passato avevano schiacciato l'uomo prima ancora che l'artista. Con una consapevolezza sempre estremamente lucida: "io sono Edda, questo lo so; è un problema aggiunto a quelli che non ho", canta nell'infuocata Bellissima. Così, dopo l'urgente essenzialità acustica che fece di SEMPER BIOT una gemma di rara bellezza all'interno del panorama discografico italiano e accantonate (in parte) le sinfoniche orchestralità che impreziosirono i contenuti nell'atteso sequel ODIO I VIVI, oggi è il momento di un ritorno. Un ritorno al rock, quello essenziale, rabbioso e incontenibile; magari sboccato, eppure anche per questo sincero e senza filtri. Quel rock che in quanto tale non promette mai facili via di fuga né tantomeno di salvezza; ma che è in grado di segnalartene. Quello che ti ricorda come le cose non vanno mai per il verso giusto e che anzi, per cercare di trovare una soluzione positiva tocca darsi da fare. Muoversi. Agire. STAVOLTA COME MI AMMAZZERAI? è il disco della svolta. Verso cosa? Tempo al tempo e lo si capirà. Non necessariamente il più diretto, ma certamente quello che meglio sintetizza l'attuale stato delle cose in casa Rampoldi. Il pretesto è in ultima analisi proprio il contesto famigliare che si materializza concretamente fin dalla copertina del cd su cui compaiono in una fotografia d'epoca mamma Edda con Stefano, il gemellino Luca e la più grandicella Claudia. Papà Adriano è al di qua dell'obiettivo e il destinatario del caustico singolo Pater, brano che troverà un corrispettivo femminile nel moderno odi et amo di Mater, a un passo dalle verità nascoste contenute nella conclusiva Saibene. Supportato dalla batteria pestona di Fabio Capalbo e affiancato da una chitarra elettrificata come quella di Davide Lasala è facile rivitalizzare oggi antichi pregi sonori relegati in un angolo durante i periodi più bui. Diventa più semplice far esplodere l'attitudine in your face che caratterizza la scossa dell'incandescente Stellina e le nervose accelerate della vorticosa Ragazza Meridionale, episodio al limite di un hardcore punk rivisitato. C'è sempre spazio per la sperimentazione lo-fi (Piccole Isole) e per la sospensione emotiva (Mela, Peppa Pig, Tu E Le Rose), ma a dominare un disco pazzesco come questo è la personalità strabordante di Edda capace di rivelarsi sia nei diversi piani interpretativi di Coniglio Rosa sia negli "sbracamenti" à-la Mike Patton che determinano la riuscita della splendida Mademoiselle. Tutti questi cambiamenti hanno avuto ripercussioni sulla scrittura delle canzoni? Un tempo scambio e compenetrazione di umori fra le anime inquiete di Edda e del fido Walter Somà diventano oggi, principalmente, libero concepimento del solo cantante milanese trovatosi, più per motivi logistici che altro, a confrontarsi solitario con le proprie intuizioni, ardito gesto di naturale anticonformismo e inconsapevole provocazione. Documento importante fra psichedelia magmatica e ferocia espressiva STAVOLTA COME MI AMMAZZERAI? sgombera il campo da dubbi e traccia nuovamente il solco tra Edda, l'uomo solo al comando di oggi, e Edda, l'uomo solo di qualche tempo fa. Con imprevedibilità e stupore, caratteristiche immutabili di vera bellezza.

mercoledì 6 agosto 2014

TUTORIAL

TUTORIAL
Dilaila
- Niegazowana - 2014

...Che disco!?! ...Che disco!?! ...Che disco!?! Come fare a lasciarselo sfuggire e a non parlarne!?! Frizzante, arioso, malinconicamente retrò, briosamente contemporaneo. Difficile trovare al giorno d'oggi un lavoro intelligentemente pop, scevro da facili soluzioni ad effetto e ricco di contenuti duraturi. TUTORIAL ha il piglio e la statura artistica dell'evergreen, quarto disco di una band giunta ormai al quindicesimo anno di attività e sempre troppo lontana dai riflettori e dalle passarelle che contano. Capitanati dalla spumeggiante Paola Colombo, gran voce e personalità scenica molto intensa, i Dilaila tornano sul luogo del misfatto dando alle stampe il lavoro più maturo e completo della loro ultradecennale carriera; non sempre facile da portare avanti, ma sostenuta con abnegazione da una caparbietà e da quell'incrollabile pazienza che solo chi crede davvero nei propri mezzi sa come sfogare attraverso le proprie passioni. Grinta e carattere insomma, che trovano stimolo e linfa vitale dalle avversità continuando a rispondere alle esigenze espressive che si hanno dentro. Queste le caratteristiche principali che vibrano tra i riverberi e le storie di disperata quotidianità delle nove nuove canzoni scritte da Luca Bossi e Claudio Ciccolin con lo zampino determinante della Colombo. Che apre, spalanca le porte della sua vita esponendosi in prima persona come mai prima d'ora, raccontandosi a cuore aperto, trovando la giusta comprensione e la perfetta alchimia compositiva negli storici compagni di sempre. Sonorità genuine sulla scia del precedente ELLEPI', già ampiamente elogiato per la freschezza compositiva e le efficaci soluzioni armoniche, ma con un quid che fa la differenza: la capacità di portare a livelli poetici parole ordinarie che nel canto della mora interprete lombarda vibrano, trasfigurate, con atipica liricità. "Oggi ti senti così e pensi sia normale guardare negli occhi le tue PENTOLE": così si apre Storia Di Una Scema Che Diventò Farfalla e così si apre il disco. Se dire "pentole" con lo stesso trasporto con cui si potrebbe dire la parola "amore" o "vuoto", se portare una frase di questo tipo ad un livello di inquietudine che nasconde un mondo intero ti viene naturale, beh, allora significa avere i crismi dell'Artista. L'ha fatto per decenni Enzo Jannacci; lo fa tutt'oggi il ritrovato Stefano Rampoldi. Paola Colombo è sulla loro scia. TUTORIAL è tutto questo. E non rivela punti deboli. Mai. Pur affondando le radici nella tradizione della canzone italiana anni '60 non si incappa in alcun modo nel facile ripiego manieristico che avrebbe concesso sonni tranquilli e la felicità del portafogli. Senza disdegnare l'esperienza performativa della Summer of Love i Dilaila abbracciano una porzione davvero ampia di storia della musica, da Mina ai Doors passando per i Beatles e la Caselli, in una sua costante rivisitazione e correzione alla luce delle correnti del nuovo secolo, sottolineando l'aperto contrasto tra l'attuale mondo tecnologico in cui stiamo vivendo e l'immaginario genuino, sincero e autentico proposto con disinvoltura fin dall'artwork del cd. Costruttori di idee e belle canzoni. Bravi Dilaila. Perché al mondo c'è sempre voglia di belle canzoni. PS: grazie Walter per avermelo ricordato.