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giovedì 21 febbraio 2013

IN FONDO AL CUORE
Francesco-C
- Novelune - 2013

In fondo al cuore di ogni essere umano cosa c'è? Probabilmente il desiderio di lasciare una traccia di sé capace di durare per l'eternità. Forse la tensione verso l'Infinito, irraggiungibile, e per questo ardentemente desiderato. Oppure ancora è in quello spazio che cresce e si sviluppa la volontà di inseguire i propri ideali per poter dire alla fine del viaggio di aver realmente vissuto. Tutto questo (e molto altro) affiora da quelli che una volta si sarebbero definiti solchi del vinile, ma che oggi nell'era dell'hi-tech esasperato sono riconducibili al ben noto algoritmo di compressione alla base degli mp3 che compongono il nuovo lavoro di Francesco-C. Chi dovesse andare infatti alla ricerca di una copia fisica di questo nuovo, annunciato, capitolo discografico dell'artista aostano purtroppo resterà con un palmo di naso dato che l'ep in questione ha fatto la sua comparsa nel giorno di San Valentino esclusivamente in digitale; date le difficoltà di un mercato discografico che langue si è preferito tentare la sola distribuzione online, dando fiducia alla rete e rinnovando la propria attenzione alla tecnologia applicata all'arte. Ma del resto ce lo aveva già annunciato sul finire di gennaio dello scorso anno lo stesso Cieri quando, dopo oltre un lustro e mezzo di assenza, ricomparve un po' in sordina con l'affascinante singolo Il Cielo Oggi, ballad liquida e lunare, delicata e minimalista, prodotta dalla new entry Federico Malandrino, nel solco della sua miglior tradizione; cresciuto nell'epoca in cui era il 45 giri a spopolare nelle vendite, Cieri si dichiarò restio a sviluppare nell'immediato un nuovo album come si è soliti intenderlo, preferendo ad esso uscite centellinate, mirate, magari con scadenze comunque elastiche, capaci di diffondersi capillarmente senza mai saturare l'attenzione dell'ascoltatore. Less is more dunque. Così, poco tempo dopo, ecco comparire un secondo brano, altrettanto ipnotico e onirico, la vibrante Oltre Al Limite che, disidratata dalle coloriture elettro-rock presenti nella quasi gemella Tornando Da Un Sogno contenuta in ULTERIORMENTE, mette a nudo una volta ancora quella che all'epoca individuammo come "evidente (...) facilità di scrittura testuale e musicale di Francesco", cantautore sui generis, sempre in bilico tra ponderata concretezza manageriale e lucida follia punk. A quest'ultimo filone si ispira certamente per attitudine la nuovissima Animo Ribelle, moderna protest song di urgente ribellione, rivestita da un luminoso manto elettronico tessuto con i colorati suoni degli anni '80 uniti a quelli più asettici del nuovo millennio. Spetta infine al pianoforte di Amaci chiudere il cerchio dell'ep, scandagliando su un rallentato tappeto trip hop le declinazioni dell'amore moderno, bilanciando la rarefazione del sentimento con la sua stessa profondità. Quattro brani; poco meno di un quarto d'ora che lascia il segno e pone nuovamente l'accento su un progetto discografico oggi più che mai consapevole e maturo. Fonte di ispirazione per molti. Che poi, in fondo, 13 minuti cosa vuoi che siano a fronte di una attesa durata anni? Una folgore, un fulmine a ciel sereno. Il pianeta vada pure a dormire; io finalmente comincio a respirare.
 
un link al seguente post è presente qui: http://www.facebook.com/pages/FRANCESCO-C/40249556450

mercoledì 23 marzo 2011

ULTERIORMENTE
Francesco-C
- Mescal - 2005

Meno elettronica e più punk nel nuovo capitolo dell'avventura discografica di Francesco Cieri da Aosta. A ben quattro anni dal precedente lavoro per la Mescal di Valerio Soave, fucina di musicisti e band che hanno contraddistinto il panorama rock italiano a cavallo tra gli anni '90 e il nuovo millennio, l'arlekkino della Vallée torna con un dirompente sequel che pur non ricalcando nelle forme il suo predecessore ne rinnova la vitalità e la sostanza. In questo posto adesso è infatti Tutto Nuovo grida orgoglioso nella potente opener dall'impatto hard rock filtrato dalle adeguate manipolazioni sonore ad opera di Madaski e dal N.A.M.B. Davide Tomat, entrambi qui presenti in cabina di regia e, a volte, pure sul palco durante i live (come non ricordare l'ottima performance a Sala Biellese nell'estate 2005 durante il Libera Festival?). Esterno è ha tutta la carica punk del '77, ma più ragionata; Solo Romy è punk n' fun fuori controllo, venato da striature dark, come del resto la vita della protagonista. Riflessioni amare, "in your face" e fuori dal mondo nella successiva Fuori Città, episodio intrigante, dalle tastiere lunari che regalano sensazioni campestri nonostante la ruvidezza degli strumenti elettrici. Un umore ancora più ombroso è presente nella splendida Tornando Da Un Sogno, un must che potrebbe tranquillamente reggersi su chitarra e voce, sintomo evidente della facilità di scrittura testuale e musicale di Francesco, capace poi in un secondo tempo di rivestire le sue idee base con sonorità forse non all'avanguardia, ma certamente al passo coi tempi senza perdere, cosa essenziale, in efficacia e comunicazione. Un approccio ancora più diretto, malato e personale nell'intensa Maledentro, autolesionistico misto di rabbia e resa di fronte alla consapevolezza dei propri limiti personali e di quelli imposti dalla società. Violenta critica al mondo giornalistico-televisivo nella skeggia impazzita di In-Successo (Nel Successo), attacco senza filtri o censura rivolto a prezzolati articolisti, condotto a suon di sfrontatissime chitarre, condensato in soli centocinque secondi: record! Eppure "sarò il migliore" pur essendo un perdente, anzi il Perdente Nr.1: ne La Lista Della Spesa difatti troviamo tutti gli ingredienti per emergere, nel privato e nel pubblico sparandoci in cuore una dose di Amore, unico metadone puro e naturale in grado di garantirci adrenalina come si respira in questo esaltante pezzo dai sapori glam metal. In Sopportarsi emerge prepotentemente l'attitudine industrial à la Marilyn Manson che qualcuno aveva già ravvisato un pò a sproposito nei coretti femminili dell'apprezzato singolo Ulteriormente: qua però siamo dalle parti di HOLY WOOD e non di mOBSCENE, dunque nell'oscurità della Valle della Morte e non durante i frizzi e i lazzi della Belle Époque del Grotesque. Una volta ancora mai standard.

venerdì 13 agosto 2010

STANDARD
Francesco-C
- Mescal - 2001

Forte della martellante heavy rotation televisiva del singolo Stai Contento ("e Michele ce n'ha una botta / e Michele non ne può più / s'è fumato la dinamite / e adesso proprio non ce la fa più...") ottenuta con l'ep CONTATTI in vendita nelle edicole poiché allegato ad una pubblicazione Mondadori, STANDARD catapulta il baldo Francesco-Cieri-da-Aosta e i suoi prodi compagni di viaggio nel mondo discografico che conta dopo l'interessante, ma ancora acerbo, debutto autoprodotto del 1999 avvenuto con il demo FLAN. Registrazione affidata all'iperattivo Roberto Vernetti e al leader dei Sigmatibet Paolo Gozzetti con alle chitarre e al basso il futuro Marilyn Manson Rob Holliday, l'opera prima dei Francesco-C per una major è un potente mix di elettronica e rock con spruzzate di glam e sfacciataggine punk, che vede i momenti migliori nella cattiva e maligna opener Amore A Corrente Alternata e nel punk elettronico di Ho Bisogno. Malata e tagliente sia musicalmente che a livello testuale, Anna cede lo spazio alla robotica, ma per niente fredda Se Non Avessi Fretta (Solange Balla Zombie), mancato riempipista da dancefloor post dark dalle tinte new wave. L'accoppiata Losaiononlosai e Standard non concede un attimo di tregua: ritmi sostenuti, parole sparate a mò di filast-rock-ca e attitudine no future a nastro. Tregua. Francesco-C allenta la morsa con cui fin qui ha investito l'ascoltatore catapultandolo in un mondo ovattato grazie alla nineinchelliana Dentro I Numeri. Ma il riposo, per quanto sempre disturbato da continue interferenze e turbamenti, dura ben poco: passando attraverso psicotiche Vibroalterazioni ("verde giallo rosso e blu e il cervello non c'è più") e una inconsueta Kanzone Kommerciale si riparte di nuovo ad libitum fino all'universo parallelo di Sulla Luna. Mancava, almeno in Italia, un Artista che esplorasse tutti questi territori sonori con capacità e padronanza dei propri mezzi; non deve sorprendere che a farlo sia un musicista proveniente da un ambiente così defilato, musicalmente parlando, come la Valle d'Aosta, quasi a significare di come l'omolagazione dei grandi centri di diffusione impedisca una più libera riscoperta e circolazione di idee. In casi come quello di Francesco-C, anche rifacendosi alla tradizione, esse vengono sviluppate e improntate al rischio, specchio manifesto del proprio sentire e delle proprie passioni. Un plauso dunque a lui e a quanti con lui hanno voluto scommettere sulle sue capacità di potersi inserire in un contesto musicale che ha ancora molto da dire. Tutto dunque, fuorché standard.