-l'Amore può essere belliSSimo-
sabato 30 ottobre 2010
-l'Amore può essere belliSSimo-
venerdì 29 ottobre 2010
Se una copertina spesso è fuorviante rispetto al contenuto dell'album, questa volta il bel viso della signorina ritratta sull'ultimo cd in studio di Umberto Giardini è l'eccezione alla regola. La memoria delle cose perdute è parte integrante di noi. Così, cruda, affascinante, di formazione, si pone all'ascoltatore Vita Rubina. La vita da affrontare, i ricordi di estati passate, di volti amici, di luoghi mai appartenuti: è la mia vita, la scorciatoia per entrare in me e in te. Il sapore progressive dell'opener fa il paio con la pacatezza agreste de Gli Anni Del Malto in cui il basso di Giacomo Fiorenza, produttore dell'album, è base ideale per gli spunti di wurlitzer di Pietro Canali. Sospensione e malinconia affiorano nella strumentale Che Il Destino Possa Riunire Ciò Che Il Mare Ha Separato così come, a tutta prima, si percepiscono nella successiva L'Amore Acquatico in cui però, ad un'analisi più approfondita, si rivela un'insospettabile vitalità e un'appassionata pulsione amorosa (tu sei acqua che cade su di me). Altro fiore all'occhiello è la dolce e poetica Corallo, cantata a due voci con Barbara Adly degli Juta e nella quale Moltheni dipinge con colori pastello un quadretto per solo chitarra e wurlitzer, incantevole e di notevole impatto. Eppure anche Verano è un altro ottimo esempio di grandezza del cantautore marchigiano: chitarra, orchestrazioni e pianoforte questa volta ci proiettano in un racconto d'amore perduto che pare appartenere a chiunque. E le sorprese non sono ancora finite: due infatti sono le riprese di altrettante composizioni tratte dall'ottimo SPLENDORE TERRORE qui rivisitate e rifinite. Suprema assume il respiro di ballata universale sull'amore e la speranza, sottolineato dalla progressiva inserzione di tutti quegli strumenti esclusi solamente tre anni prima dalla precedente versione piano/voce. In Porpora così rallentata si fa invece ancor più sanguigna e passionale della sua stesura iniziale. Caro Umberto non temere, se qualcuno proverà a metterti in un angolo noi premeremo play in modo che, noi con te, non moriremo mai.
lunedì 25 ottobre 2010
Le successive Save Tonight e Fiume Sand Creek, rispettivamente tormentone del 2001 di Eagle-Eye Cherry e brano simbolo del sodalizio De André-Bubola, hanno il compito di far cantare anche i meno avvezzi alle sonorità southern rock proposte nuovamente da Sacco con un trittico veramente forte composto da Country Gentleman di John Mellencamp, all'epoca della registrazione ancora nominalmente coguaro dell'Indiana, da Free Fallin' e da All The Wrong Reasons ancora cavalli di battaglia di Tom Petty.
L'atteso tributo a Bruce Springsteem è affidato alla celeberrima I'm On Fire tratta dal vendutissimo BORN IN THE U.S.A. e interpretata magistralmente dal quartetto piemontese.
Scontata Cammina Cammina, il piatto forte si consuma con L'Eredità e le gucciniane Primavera Di Praga e Il Vecchio E Il Bambino. Ancora spazio alla voce di Martino Corti che raggiunge il solitario duo per Dove Si Va, quindi festa allargata a tutti i protagonisti di giornata, musicisti e non, con l'immancabile Io Vagabondo e i cori del pubblico protagonista al termine dell'esibizione di una pacifica invasione nel backstage per congratularsi con quanti hanno reso possibile questa giornata di solidarietà.
A quando il bis?
venerdì 22 ottobre 2010
CHI NON LA PENSA COME NOI
martedì 19 ottobre 2010
Eccolo qua il cantautore che vi apre il cuore!! Celebrato come incarnazione quasi perfetta dell'improbabile unione tra Lucio Battisti e Beck, Cristiano Bugatti da San Martino di Trecate diventa grande e muove dalle risaie piemontesi all'ombra della Madonnina. E avrà pure pensato parecchio prima di fare questo passo se nella sua testa è cresciuto il contenuto del Portacenere di cui si fa menzione nell'opener di questo album. Il cambio di città ha comportato pure il cambio di etichetta, la major Universal, dopo gli anni Snowdonia e Wallace Records, con (o senza) Il Cuore Nel Culo. Sarà una mossa felice per il conseguimento della maggiore età artistica? Chissà!? Per ora la festosa Piede Sulla Merda, coi contrappunti wah-wah del bluesman Joe Valeriano, sembra indicare che, nonostante tutto, la strada percorsa è quella giusta e che la successiva manciata di brani della prima metà del cd si conferma di pregevole fattura grazie anche al lavoro in cabina di regia di Fabio Magistrali. Surreale la sfilata di moda de La Mia Fiamma così come il poco raffinato menù di Pasta Al Burro che con la sua strofa rappata pare rendere sarcastico omaggio a formazioni hip hop in voga, ma assolutamente prive di contenuti. Il singolone che "entrerà nelle case degli italiani" è Casalingo, inno pop-olare in cui vengono a galla rimandi garage rock e anni '80, accattivante davvero solo dopo qualche ascolto.
lunedì 18 ottobre 2010
L'AMORE ALTROVE
lunedì 11 ottobre 2010
Avevamo lasciato Cristiano Godano alla recherche della Bellezza e ce lo ritroviamo a un paio d'anni di distanza da BIANCO SPORCO con un primo traguardo raggiunto: l'approdo al cantautorato, seppure di chiara matrice rock, compiuto dalla band sonica per eccellenza in ambito italiano. Mai in carriera il combo piemontese si era espresso nel brano di apertura su toni così pacati come in Canto, canzone di rara raffinatezza che fa il paio con la successiva Musa, magnifica ed estatica composizione impreziosita dal pianoforte dell'amico Paolo Conte. È la Musica al servizio della Parola cantata e scritta quanto osserviamo in questo lavoro forse destinato a restare un unicum per la band cuneese. Lo stesso booklet raccoglie interventi di scrittori e artisti a mò di commenti introduttivi e, contemporaneamente, di chiose finali per ogni singolo brano quasi a suggellare l'unione tra Scrittura e Suono. Stefano Benni, Vladimir Nabakov, Carlo Lucarelli, Tiziano Scarpa, Enrico Brizzi, Babsi Jones, lo stesso Conte: tutti hanno lasciato una frase, una riflessione, uno spunto scritto per la canzone toccata a ciascuno in sorte. Eppure la claustrofobia di certi episodi passati non è del tutto smarrita, ma anzi viene sviluppata nella narrazione della riuscita 111, ordinaria storia di sentimentali miserie umane. Salmodiante in Fantasmi, la voce di Godano rallenta ulteriormente in La Ballata Dell'Ignavo mentre si fa leggera nella sincopata e bucolica Abbracciami il cui inciso in inglese serve ad esprimere sinteticamente il dialogo dei due amanti. Poi una serie di episodi più pop che con il loro sapore agrodolce di "non finito" ci conducono in realtà alle ultime due perle del cd: Stato D'Animo è un misto di inquietudini e disperazione, con il decisivo apporto di electronics del fido Gianni Maroccolo a rarefare l'atmosfera di per sé già angosciosa. La corale e conclusiva Uno ha sì un ineluttabile spirito ferrettiano che le chitarre alimentano, ma è al tempo stesso un sentito omaggio al poeta russo Vladimir Nabakov, citazioni e rimandi del quale sono disseminati nel disincantato e amaro testo.
domenica 10 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
Amari?!? Mai sentiti prima??? Non c'è problema, non siete gli unici: basterà semplicemente avere il buon gusto e la pazienza di ascoltare anche solo tre volte di fila la stupenda Bolognina Revolution e, tra un loop e un synth, pure voi avrete libero accesso al colorato e variegato mondo anni '80 degli Amari. Dal quale non riuscirete più a fuggire. Prodotto e promosso dalla piccola, ma battagliera Riotmaker con sede in Friuli, l'elettro-hip-rap-hop-funk-rock-alt-pop degli stregoni Dariella, Pasta e Cero è una ventata di novità e freschezza nel proliferante, ma al contempo asfittico panorama indie italiano. Ogni canzone "rischia" di essere il perfetto singolo scala classifiche; l'inaspettato asso pigliatutto messo in tavola dagli outsider di turno. E non a caso. Oltre all'opener di cui abbiam parlato poc'anzi, forti di liriche semplici, ma mai scontate, anzi combinate in un gioco ad incastro dai risultati formidabili, anche l'immediatezza di Conoscere Gente Sul Treno e la brillante ritmicità di Campo Minato sono luccicanti biglietti da visita supportati per di più da videoclip promozionali ad alto tasso di viralità, caratterizzati infatti da soluzioni semplici, ma assolutamente efficaci che ben si sposano con l'apparente leggerezza dei testi e delle musiche. Analizzando meglio tutto il cd, ci si accorgerà che gli uomini carsici hanno fatto però molto di più, riuscendo a sintetizzare al meglio ogni minima sollecitazione ricevuta dall'ambiente circostante. Pubblico e privato. Sociologiche, le immagini narrate nel testo di Tremendamenti Belli, dopo un'intro tra funk e dance con una gradita spruzzata di rock, regalano sfrontatezza e una apparente immobile accettazione della condizione sociale dei trentenni italiani. Il grande lavoro nella strumentale Un Altro Basso Di Polvere consente di svilupparsi in maniera più acida ed elettronica partendo dall'iniziale giro armonico preso in prestito da una nota canzone dei Righeira. La voce effettata di Love Management ammicca spudorata mentre Il Vento Del 15 Gennaio è talmente ruffiana da stamparsi in testa in modo pressoché definitivo. Rock contaminato ne La Prima Volta e sintetiche destrutturazioni funk per l'Arte Bruciante. Ancora due intermezzi strumentali con Staccaboh e Ho Trovato Il Cuore D'Oro poi tutti a caccia de L'Avvoltoio Delle 3, accattivante ritornello di melodica tranquillità tagliato dalle ritmiche hip hop delle strofe. In chiusura gli Amari (no, quello che canta non è Samuel dei Subsonica!?) ci avvertono di come, dopo aver scrutato per bene la volta celeste, Venere Non Torna e sia così necessario fare un ulteriore passo avanti. Restando in attesa. Dopo un buio sonoro di circa un minuto si fa strada infatti una eterea ghost track cantata in inglese quasi a volor anticipare scelte stilistiche che verranno abbracciate nei lavori a venire. Una domanda a questo punto sorge spontanea: qualcuno sa indicarci dove sia possibile acquistare la tessera del "club di chi ammira il cielo"?
mercoledì 6 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
LO SENTI IL PROFUMO?Ci piacciono, ci piacciono, ci piacciono! Conosciamoli un pò meglio.
Chi sono i Grenouille e chi è Grenouille?
Marco: I Grenouille sono Giuseppe alla chitarra, Marco alla voce e alla chitarra, Andre alla batteria, Davide al basso e Alessandro, il nostro fonico di fiducia. Grenouille è invece il protagonista di un romanzo dello scrittore tedesco Süskind intitolato Il Profumo, un figlio di nessuno che ha una particolare dote, quella di riconoscere e ricreare gli odori e i profumi. Abbiamo scelto questo nome perché secondo noi il personaggio ha tanto dell'artista maledetto; nel libro infatti ha la particolarità di essere ossessionato dalla sua passione di ricreare le fragranze. È un pò come l’artista che cerca di creare qualcosa con la sua arte e ne viene ossessionato. Se si legge il libro compare ben in evidenza questo lato malato. Grenouille potrebbe perciò essere benissimo un'icona rock, ma al tempo stesso volevamo trovare qualcosa che rispecchiasse anche la voglia di dire le cose in una certa maniera, in un modo crudo. Quel personaggio è l'artista maledetto, è la persona ossessionata dalla propria arte: tutto ciò rendeva bene il modo diretto di esprimere i concetti.
Siete anche voi dunque "artisti malati"?
Vi siete trovati facilmente allora?!
Quindi in meno di due anni siete arrivati all’esordio discografico di SALTANDO DENTRO AL FUOCO?
Giuseppe: Guarda, noi all'inizio quando abbiamo fatto il disco abbiamo cercato anche all'esterno; alla fine un gruppo di persone a noi molto vicino ha creato un'etichetta apposta. L'hanno creata per far uscire il nostro cd e quello di un gruppo di nostri amici, gli Aim.
Marco: Sono amici nostri nel senso che è gente con cui usciamo, con cui andavamo a provare insieme; alla fine l'etichetta ce la siamo creata perché comunque il disco l'abbiamo anche mandato a chi si occupa di produrre piuttosto che di distribuire, ma la risposta era sempre "ah, minchia ragazzi il disco è bellissimo, però noi non produciamo gente sconosciuta", quindi dopo circa un anno con risposte di questo tipo ci siamo detti "vaffanculo, ce lo produciamo e ce lo distribuiamo noi"! E a quanto pare sta andando abbastanza bene.

Giuseppe: Grazie ai ragazzi del nostro booking. Per dirla tutta conoscevamo già il locale e ne avevamo sentito parlare ulteriormente in occasione della vittoria al Meeting delle Etichette Indipendenti come miglior live club italiano per il 2008. In precedenza io e Marco avevamo addirittura suonato come duo acustico nel 2007 ad Arona presso il ristorante che gestivano allora gli attuali titolari de Le Piccole Iene. Ci siamo conosciuti su myspace: loro ci hanno invitato perché gli era piaciuta Saltando Dentro Al Fuoco, noi ben sapendo che essendo un ristorante non si poteva far particolarmente casino abbiam preso la chitarra acustica e abbiamo trascorso una serata tra amici, mangiando peraltro da dio...
Ben volentieri!
Davide: Ciao! (risate generali - ndr)

giovedì 30 settembre 2010
APRES MIDI - SOLO PIANO
Una copertina di questo tipo non tradisce le attese: se c'è un quadro di Walter Mac Mazzieri il pensiero non può che correre veloce al pianeta Le Orme, senz'ombra di dubbio. Sotto la supervisione di Gianpiero Reverberi una manciata di brani dello storico combo prog viene reincarnata al pianoforte dal solo tastierista, colui il quale attraverso gli stessi ne plasmò a suo tempo il suono. Che sorpresa?!?
mercoledì 29 settembre 2010
"Ognuno di noi è un centro di ruota e il mondo gira lento intorno a noi". A un solo anno dall'imponente operazione discografica di ALL IN, ben 3 cd composti da duetti, cover e una colonna sonora per film, gli introduttivi 45" de La Ruota sono solo il preambolo di un riuscito concept album sulle dinamiche del tempo che vede in apertura una quaterna di brani decisamente ben riusciti: il primo è la conosciutissima La Notte Delle Fate che nonostante l'incomprensibile eliminazione al Festival di Sanremo possiede tutte le caratteristiche per diventare un nuovo classico nel repertorio live del cantautore milanese. Vivi, scelta come secondo singolo a furor di fanclub, procede nell'indagine conoscitiva del tempo che scorre mentre l'accoppiata Ruggeri-Mirò è artefice della splendida L'Attore, un crescente rock acceso dalle trame tastieristiche di Giovanni Boscariol e già scelto come opener per le date teatrali della passata primavera. Cosa resta dopo la morte di un soldato? Soltanto Il Mio Onore, canzone estremamente impegnata con un nuovo importante stacco di Boscariol. Con La Ragazza Del Treno si torna a climi più sereni e spensierati mentre accompagniamo la protagonista del viaggio dal suo amato compagno. Altro trittico di valore dopo l'energica, ma poco dinamica Io Conosco Il Rock'N'Roll: Padre E Figli, sentita meditazione sul mutare dei ruoli impreziosita dagli archi dell'EdoDea Ensamble, La Mia Religione, con l'ottimo Schiavone in evidenza, e L'Ordine Naturale, scarica di adrenalina e ritmo dalla prima all'ultima nota mentre Ruggeri ci canta di quanto l'incognita della vita vada di pari passo con il destino e le sue imperscrutabili leggi. Tutto su ottimi livelli, ma lo zenit dell'album è individuabile nell'ultimo brano, quella Vorrei che con solo pianoforte e archi affronta con infinita classe e misura una tematica difficile, ma inevitabile come è l'esperienza della morte. Poi "un taglio di luce annuncia un'altra estate"..
in loving memory of my piccolo amico Birbo.
Grazie di tutto.
Hai svolto il tuo difficile compito nel miglior modo possibile.
We miss you so much.
martedì 21 settembre 2010
- ROADRUNNER - 2009
Dopo le già più che convincenti prove di THE SYSTEM HAS FAILED e UNITED ABOMINATIONS, Mr. Dave Mustaine torna alla carica coi suoi Megadeth. Nuovo cambio di line-up: fuori Glen Drover e dentro il già noto axeman Chris Broderick, autentico portento della chitarra. E proprio la sfida incrociata tra il MegaDave e il nuovo acquisto apre le vorticose danze del cd: Dialectic Chaos è un entusiasmante duello di oltre due minuti fatto a suon di scale e controscale tanto per mettere in chiaro di che pasta sono fatti i Megadeth a 26 anni dalla loro fondazione. La cavalcata strumentale non si esaurisce, ma anzi confluisce direttamente nell'altrettanto speed This Day We Fight!, altro clamoroso brano feroce e debordante. La delicata tematica della sparatoria di North Hollywood affrontata in 44 Minutes consente un rallentamento, ma già con la bruciante 1,320' si torna a correre su pericolosi binari che s'incendiano ulteriormente sul finale grazie a un nuovo duello tra i due chitarristi. Dopo un break centrale in cui compaiono la youthanasica Bite The Hand e il rimarcabile basso del sempre precisissimo James LoMenzo su Bodies, ecco la politicizzata title track Endgame e l'epicità quieta, ma lugubre di The Hardest Part Of Letting Go...Sealed with a Kiss. Poi è ancora una corsa contro il tempo, fulminante e a tutta velocità. L'attacco di Headcrusher , primo singolo prescelto, è infatti da paura: violentissima la batteria di Shawn Drover mentre cascate di notte cadono a pioggia dalle dita di Mustaine e Broderick per quello che risulta il brano più brutale e devastante del cd. E il finale? Ispirate al credo guerriero dello scrittore Sun Tzu, cui viene attribuito L'Arte Della Guerra, How The Story Ends e il secondo singolo The Right To Go Insane non fanno prigionieri: in particolar modo quest'ultima regala l'ennesimo duello chitarristico nel suo minuto finale cosicché il cd possa terminare come aveva iniziato. Fine dei giochi.
lunedì 20 settembre 2010
Non pensiate che Dente possa prendere sotto gamba un impegno live. L'occasione di rivederlo dopo qualche tempo avviene al Music On Air di Cernobbio, kermesse di tre giorni organizzata da Davide Van De Sfroos in cui momenti di incontro con musicisti, artisti e esperti del settore si alternano a concerti e esibizioni live nella splendida cornice di Villa Erba, già residenza a suo tempo di Luchino Visconti.
Queste sono Le Cose Che Contano.
"Bene, la prossima è una canzone eseguita direttamente da qui e che parla del salone dell'auto di Cernobbio": il pubblico capisce e gradisce il leit motiv della serata e Dente pesca A Me Piace Lei che ovviamente parla di tutto all'infuori di vetture e spider! Un drink e Sole, accellerata rispetto all'originale in studio e con Nicola Faimali a farla da padrone col suo basso, è caratterizzata da una pausa nel mezzo della sua esecuzione quasi a lasciar in sospeso "quel disco che piace anche a me". Seppur poco dopo ci troviamo catapultati ad apprezzare "la comodità del dormire in macchina" con Canzone Di Non Amore, un'altra breve pausa in mezzo al brano è compensata dalla ripetizione quasi a loop di "ti prego torna, ti prego torna, ti prego torna, ti prego torna, ti prego torna.." prima che il pubblico femminile sovrasti la voce di Dente con la liberatoria strofa successiva "..da dove sei venuta!!". L'amaro e rabbioso sarcasmo nei confronti dell'ipotetica ex di Buon Appetito, brano che incassa gli applausi più convinti della serata, è il preludio alla celeberrima Vieni A Vivere che, introdotta dalle note del Sig.Solo al piano, ci indica come la serata per Dente stia volgendo al termine.
Ancora non lo sappiamo, ma c'è tempo per altri due brani. Immancabile è Beato Me, direttamente dalla compilation IL PAESE È REALE, su cui qualcuno accenna qualche passo di danza mentre Gianluca Gambini si prodiga in rullate e ne irrobustisce il finale di comune accordo coi compagni di palco.
"Buona notte, buon proseguimento , non ce la faccio più" ..ah,ah!! Che personaggio: grande Dente!?! La Cena D'Addio conclude la serata col buon Giuseppepeveriperbrevitàdettodente che incita più volte il pubblico a ballare.
venerdì 17 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
TREDICI POSE, CINQUE VOCILa compilazione del post precedente mi ha spinto a rispolverare una passata intervista ai Deasonika effettuata l'anno scorso durante le prove del loro concerto tenuto presso Le Piccole Iene. Da poco uscito TREDICIPOSE la band si apprestava a concludere il tour promozionale con la nuova formazione.
Mi ero accordato per un’intervista col buon Francesco Tumminelli e mi ritrovavo sui divanetti con la band quasi al gran completo! Il solo Stefano infatti si trovava sul palco a lavorare sodo mentre gli altri si “sottraevano” temporaneamente ai loro doveri col soundcheck, per di più accompagnati da Gianluca Morelli degli Emoglobe.
Perché???
Leggetelo qui di seguito.
TREDICIPOSE è il primo album dopo quasi tre anni di silenzio
Max: È stata molto attesa da parte della band perché avevamo voglia di tornare a sonorità che avevamo temporaneamente abbandonato per il disco elettroacustico e siamo tornati a sonorità che ci contraddistinguono di più; anche il mondo acustico, a dir il vero, appartiene ai Deasonika, però preferiamo queste sonorità più rock.
Il cd è uscito da due mesi; come è stato accolto da fans e critica?
Max: I fans sono stati molto contenti, il feedback è positivo e i live di presentazione sono stati sopra le nostre stesse aspettative. Continuiamo perciò sulle ali di questo entusiasmo.
Nel frattempo l’organico della band è leggermente cambiato. Marco Trentacoste difatti pur accompagnandovi nel lavoro in studio non farà più parte dei live act: ha avuto nuove “Vibrazioni”?
(risate) Max: Marco in questo album si è occupato prevalentemente del missaggio. Le chitarre sono per la maggior parte suonate da Francesco e in parte da me; siamo tornati un pò alla vecchia concezione della band. Siamo rimasti in quattro, ma si è unito Gionata Bettini alle programmazioni e ai noises, prima nei live e adesso ufficialmente come membro della band.
Perché proprio Gionata?
Max: Innanzitutto perché è una gran persona; lo conoscevamo perché avevamo già collaborato per il disco di Nina e aveva registrato delle acustiche in DEASONIKA. Lui suona anche con gli Emoglobe che ci sono vicini non solo per quanto riguarda alcune sonorità, ma anche a livello umano: la scelta è stata perciò pilotata dagli eventi!
Come ti trovi e come vivi questa ennesima esperienza musicale che ti vede protagonista coi Deasonika?
Gionata: Beh, il progetto Emoglobe rimane e rimarrà sempre parte mia nel senso che l’entrata nei Deasonika non ha niente a che fare con loro.
La chiamata di Max & C. è stata invece una sorpresa ed un onore perché io solo due anni fa li vedevo da spettatore all’Alcatraz mentre quando abbiamo presentato l’album il 15 novembre scorso è stata un’emozione fortissima poter esser lì a condividere il palco con loro.
In merito all’entrata di Gionata nei Deasonika interviene a questo punto della conversazione Gianluca Morelli che degli Emoglobe è voce e bassista.
Gianluca: Gionata è un musicista che lavora con molti ed è bravo davvero con tutti. Siamo tutti contenti per lui. In questo momento noi come Emoglobe stiamo lavorando alla preproduzione del nostro secondo album.
Per adesso siamo ancora in giro a suonare continuando a promuovere il nostro esordio del 2008; abbiamo una data il 7 febbraio a Como e dovevamo suonare a marzo al Cox 18 di Milano che in questi giorni è però in fase di sgombero. Speriamo riescano a risolvere tutti i problemi perché è un altro bel posto dove suonare.
Vista la comunanza di sonorità e l’amicizia che vi lega c’è comunque un po’ di sana invidia nei confronti di Max e soci per dove sono già arrivati?
Gianluca: Beh, parlerei di “invidia” in senso buono; fra amici c’è sempre tanta affinità a livello umano e, come dicevi tu, a livello artistico. Diciamo che ci consideriamo i loro corrispettivi italiani in lingua inglese, i loro fratelli minori anche se l’età è più o meno la stessa. Stasera suono due pezzi al piano e Thank You, il pezzo che su TREDICIPOSE canto insieme a Max.
Quindi si tratta di una collaborazione estemporanea dal vivo; non t’è venuta voglia di poter suonare con loro in maniera più stabile?
Gianluca: Se dovessero chiamarmi, per loro, ci sarò sempre, primo perché io mi diverto e secondo perché loro sono proprio in gamba. In queste condizioni suonare insieme diventa sempre un grosso piacere.
Ed un piacere è anche andare ai live dei Deasonika per la presentazione di Tredicipose. Avete infatti scelto un metodo promozionale particolare per quest’ultimo capitolo discografico: regalate una copia del cd a chi verrà vedere il concerto.
Max: Sì. Alla prima data abbiam deciso di regalarne 500, alla seconda anche; alla terza 100, non perché Le Piccole Iene siano meno importanti di Milano, tutt’altro, ma perché erano finite le copie preventivate per la promozione!!
Noi abbiamo deciso di proseguire in questo modo per tutte le altre date perché pensiamo che la divulgazione della musica oggi in Italia non sia democratica non solo nei live, ma soprattutto nei negozi perché se entro in uno di questi trovo, per fare un esempio, una copia del cd dei Marta Sui Tubi e una cinquantina di quello di Tiziano Ferro o di Laura Pausini.
Senza voler fare la guerra a nessuno, come si può tuttavia cercare di diminuire questo gap di esposizione? Ebbene, noi decidiamo di portare la nostra musica a tutte le persone che ci vengono a vedere e che quindi avranno in omaggio il nostro disco. Con questo non diventiamo né ricchi né poveri; abbiamo soltanto più gente che ascolta una band di un mondo che purtroppo non è unito, cosa che ci dispiace molto. Se il mondo indipendente italiano fosse unito e coeso verso una determinata direzione non ci sarebbero i problemi che ci sono.
Un tentativo di unire e dar spazio al mondo indipendente italiano era stato fatto qualche anno fa con il Tora!Tora!; proprio in una di quelle occasioni, era il 2004, ebbi modo di ascoltarvi per la prima volta con un gruppo di amici che come me restarono favorevolmente impressionati dalla vostra performance.
Max: Sicuramente il Tora!Tora! era un progetto live molto interessante purtroppo esauritosi. C’eravamo trovati “di corsa” perché in cinque minuti dovevi arrivare, avevi il cambio palco, dovevi suonare, non è che te la godi poi molto visto che si tratta di una singola data… Se però ci fosse un maggior numero di festival di questo tipo e una maggiore esposizione la gente conoscerebbe di più il mondo indipendente mentre di questi eventi ce ne sono veramente pochi e molto saltuari.
Ogni tanto parliamo con dei nostri amici, con Cristina e Maus dei Lacuna Coil e ci raccontano di realtà che sono troppo esageratamente diverse. Va bene un gap, perché l’Italia e l’Europa sono una cosa e gli Stati Uniti un’altra, però non così enorme! Il dislivello è eccessivo. Quindi c’è qualcosa che non va; non credo che di là siano marziani. Forse siamo noi un pò più indietro. E quindi stiamo cercando di lottare con tutti i mezzi che abbiamo.
Se il fatto di regalare i dischi può interessare a qualcuno noi diciamo sempre “se c’è qualche band che vuole fare la stessa cosa, ci contatti!” Creiamo un nucleo da cui partire! Non so: al concerto dei Deasonika puoi trovare il disco nostro e quello degli Emoglobe, perché gli Emoglobe partecipano a questa iniziativa. Se anziché due band ce ne fossero venti, i giornali comincerebbero a parlarne. Per adesso siamo da soli e non siamo così esageratamente conosciuti per smuovere i grandi poteri.
Un altro evento che ha visto uniti diversi musicisti è il progetto Rezophonic voluto da Mario Riso, prodotto da Marco, a cui tu hai partecipato cantando in tre brani.
Max: Dunque, L’Uomo Di Plastica e Spasimo sono stati scritti appositamente per questa occasione e non durante la lavorazione del cd dei Deasonika uscito in questi mesi. Non Ho Più Niente Da Dire invece era addirittura un brano scritto a suo tempo con i Malfunk che non era stato inserito nel loro ultimo album e perciò s’è pensato di utilizzarlo in Rezophonic.
Lì conoscevamo già determinate persone e abbiamo avuto la possibilità di lavorare insieme ad altre non trovando sostanziali differenze: siamo tutti musicisti, ognuno con la propria storia, la propria realtà musicale e questo ci fa pensare maggiormente a quanto poco basterebbe per migliorare la situazione di cui parlavamo prima.
Nell’ultimo periodo avete anche dovuto trovare un sostituto temporaneo per Stefano alla batteria..
Max: Per problemi logistici abbiamo avuto Eugenio Ventimiglia che ci ha dato una mano in sostituzione di Stefano; capiterà magari ancora o chissà? Magari usciremo con due batterie, due bassi!! (risate)
E perché no?!? I Cop Shoot Cop anni fa uscivano con due bassi! A proposito, com’è stata la lavorazione dell’ultimo lavoro dal punto di vista del bassista?
Walter: Molto entusiasmante anche perché il basso è stato spinto molto avanti; non che negli album passati non lo fosse, ma qui essendo appunto leggermente cambiata la line-up s’è fatto anche questo in funzione dei live. Visto che le sonorità sono leggermente variate il basso “sprinta” un po’ di più sopperendo all’assenza della chitarra di Marco.
Prima abbiamo parlato di festival alternativi. Siamo a metà gennaio e ci stiamo avvicinando a quello che tradizionalmente è il periodo di un altro tipo di festival, quello di Sanremo. Voi ci siete stati nel 2006; quest’anno ci vanno gli Afterhours che con voi hanno condiviso l’esperienza del Tora!Tora!..Che ricordo avete e quale opinione vi siete fatti di questa manifestazione?
Walter: È stata un’esperienza molto bella innanzitutto perché si tratta di poter suonare con un’orchestra vera e propria con arrangiamenti ad hoc.
Poterci andare poi con un pezzo come Non Dimentico Più, in puro stile Deasonika, ha permesso di amplificarne la visibilità. Ci fosse stata una seconda serata sarebbe stato ancora meglio.
Sugli Afterhours dico “sentiamo il pezzo”: potrebbero anche essere arrivati i tempi maturi per aprire a questo genere. Forse un’apertura in questo senso potrebbe servire a rivitalizzare Sanremo stesso.
Max: Secondo me la musica si divide in due: musica fatta bene e musica fatta male. La musica deve emozionare, punto e basta. Sanremo non cambierà da qui a marzo perché è un festival televisivo prima che musicale e si daranno sempre priorità ad aspetti che con la musica non vanno d’accordo, relegandola in secondo piano. E arrivare in secondo piano da un mondo in cui la musica dev’essere predominante come quella del rock indipendente di cui parlavamo prima, beh…
Più che altro un aspetto mediatico può far parlare dell’ingresso di nuove sonorità.
Ci sarebbe la possibilità di realizzare altri tipi di festival, anche televisivi: perché non realizzare un altro tipo di iniziativa con un’altra realtà musicale? Un altro programma, affiancandoli.
Il mondo musicale è vario, ho la possibilità di vedere un altro tipo di festival con personaggi che non potrei mai vedere a Sanremo: perché all’estero questo succede e in Italia no? Probabilmente perché non siamo ancora abituati a fare due passi invece di uno.
Secondo noi l’unica salvezza per un certo tipo di musica è il live. Ecco perché invitiamo le persone a venire ai live, ecco perché abbiamo deciso di regalare il cd acquistando il biglietto, ecc… Perché lo ascolti e lo porti a casa. Se non ti piace quello che vedi lo regali; se ti piace ti avvicini. Se al nostro concerto ho la possibilità di regalare anche un altro cd, non so quello degli Emoglobe perché fan parte di questa iniziativa, tu ti ascolti anche gli Emoglobe e magari diventa la band della tua vita. La non democraticità di questa operazione è pericolosa: io non devo conoscere tutte le band che fanno musica, ma devo sapere di aver la possibilità di mettermi in gioco.
E voi l’avete fatto su più fronti. TREDICIPOSE difatti è un titolo decisamente cinematografico e non a caso; oltre all’edizione normale in cd ce n’è un’altra contenente il dvd di uno short film intitolato dovunqueadesso. Quando avete deciso di curarne la colonna sonora?
Francesco: Il contatto ce l’ha passato la nostra fotografa, nonché curatrice dell’artwork del disco, Alice Pedroletti che aveva un amico di nome Mauro intento a produrre un cortometraggio per la regia di Simone Covini. Loro stavano cercando una band che sottolineasse alcune scene da un punto di vista musicale. Alice ha fatto il nostro nome e così siamo stati interpellati.
Dopo aver assistito alle riprese, spinti dalla bontà dell’opera, abbiamo deciso di musicarla, in parte attraverso brani già presenti sul disco e in parte con nove brani originali scritti appositamente per il girato.
Ho anche letto che dovrebbe uscire un video-cd di questo album: per ogni brano della tracklist avete intenzione di realizzare un video.Francesco: Vorremmo fare qualcosa sulla falsariga di ciò che è successo per Gregorian. Quando l’estate scorsa siamo stati al Borgo della Musica di Providenti, località splendida vicino a Campobasso, per provare il tour nuovo, Alice ha realizzato il video per questa canzone e da lì è nata l’idea molto interessante di far una cosa analoga con tutti i restanti brani del disco coinvolgendo registi amici oppure quanti vogliono misurarsi con una prova di regia mettendo in corrispondenza la storia musicale del brano con delle immagini.
Non resta che chiedervi come affronterete il tour nei prossimi mesi.
Max: La formazione sarà quella attuale con me alla chitarra e voce, Francesco alla chitarra, Walter al basso, Stefano alla batteria e Gionata ai synth. Quella a Le Piccole Iene è una delle ultime tappe del primo blocco promozionale. Faremo un po’ di pausa per poi a marzo riprendere con un tour che verrà pubblicizzato sul sito e sulle varie testate.
Avremo modo di vederci ancora!
Max: Bene: speriamo di divertirci tutti!














