venerdì 29 ottobre 2010

I SEGRETI DEL CORALLO
Moltheni
- LA TEMPESTA - 2008

Se una copertina spesso è fuorviante rispetto al contenuto dell'album, questa volta il bel viso della signorina ritratta sull'ultimo cd in studio di Umberto Giardini è l'eccezione alla regola. La memoria delle cose perdute è parte integrante di noi. Così, cruda, affascinante, di formazione, si pone all'ascoltatore Vita Rubina. La vita da affrontare, i ricordi di estati passate, di volti amici, di luoghi mai appartenuti: è la mia vita, la scorciatoia per entrare in me e in te. Il sapore progressive dell'opener fa il paio con la pacatezza agreste de Gli Anni Del Malto in cui il basso di Giacomo Fiorenza, produttore dell'album, è base ideale per gli spunti di wurlitzer di Pietro Canali. Sospensione e malinconia affiorano nella strumentale Che Il Destino Possa Riunire Ciò Che Il Mare Ha Separato così come, a tutta prima, si percepiscono nella successiva L'Amore Acquatico in cui però, ad un'analisi più approfondita, si rivela un'insospettabile vitalità e un'appassionata pulsione amorosa (tu sei acqua che cade su di me). Altro fiore all'occhiello è la dolce e poetica Corallo, cantata a due voci con Barbara Adly degli Juta e nella quale Moltheni dipinge con colori pastello un quadretto per solo chitarra e wurlitzer, incantevole e di notevole impatto. Eppure anche Verano è un altro ottimo esempio di grandezza del cantautore marchigiano: chitarra, orchestrazioni e pianoforte questa volta ci proiettano in un racconto d'amore perduto che pare appartenere a chiunque. E le sorprese non sono ancora finite: due infatti sono le riprese di altrettante composizioni tratte dall'ottimo SPLENDORE TERRORE qui rivisitate e rifinite. Suprema assume il respiro di ballata universale sull'amore e la speranza, sottolineato dalla progressiva inserzione di tutti quegli strumenti esclusi solamente tre anni prima dalla precedente versione piano/voce. In Porpora così rallentata si fa invece ancor più sanguigna e passionale della sua stesura iniziale. Caro Umberto non temere, se qualcuno proverà a metterti in un angolo noi premeremo play in modo che, noi con te, non moriremo mai.

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