mercoledì 10 agosto 2011

MORBO

MORBO
MoRkObOt
- Supernatural Cat - 2011

Poderoso come un bulldozer, inarrestabile come un esercito di cingolati, MoRkObOt avanza devastante una volta ancora nel panorama musicale mondiale. A tre anni di distanza dal precedente MORTO il trio composto da LIN, LAN e LEN partorisce l'ennesimo esempio di brutale e feroce furia hardcore incattivita da sfuriate psichedeliche e rintocchi math. Cosa vuol dire? Che il massacro sonoro non busserà neanche questa volta alle vostre porte, ma le sfonderà direttamente a suon di basso e batteria. Sì, perché una volta ancora è quella che altrove viene definita sezione ritmica a farla da padrona: qui, distorta al punto giusto secondo i crismi già evidenziati nella discografia precedente della band e con l'ausilio di pochi marchingegni sintetici, assume il controllo totale della situazione. Fluisce violenta in Orkotomb, si piega acida nelle ciondolanti e marziali note di Oktomorb, accellera malvagia e claustrofobica in Oktrombo, si permette, irriverente, di irriderci nella violenza sludge della metallica Orbothord e travolge, impetuosa, il suo stesso alveo naturale propagandosi nelle pieghe frastagliate di Ultramorth. Una stentorea prova di forza davvero annichilente. E non bastano le evoluzioni sonore bagnate dall'elettronica e racchiuse negli oltre nove minuti di magma sonoro presente in MoR a salvarci dal terremotante ritorno di MoRkObOt. La chiusura è difatti affidata alla martellante, e non poteva essere altrimenti, Obrom, ultima rutilante esplosione dinamitarda prima del congedo. Voltarsi indietro per osservare gli sfracelli prodotti sarebbe doloroso e ottenebrante. Guardiamo la realtà che si è parata di fronte ai nostri occhi e ha squarciato le nostre sanguinanti orecchie: il passo avanti rispetto al passato c'è stato e verosimilmente abbiamo avuto a che fare con il lavoro più violento fino a qui rilasciato dai lodigiani. Già con MORTO avevamo smerimentato un irrobustimento rispetto agli esordi, comunque mai soft, del trio, anche se mitigato da trip acidi e da atmosfere allucinate e allucinanti. Qui il gusto per la sperimentazione non è scomparso; ad un ascolto più approfondito è infatti evidente il tentativo di stravolgere i canoni sonori all'interno di una stessa composizione, solo all'apparenza monocorde. Parlare di tridimensionalità del suono potrebbe essere un azzardo, ma i MoRkObOt non temono le sfide e, consapevoli del potenziale nelle loro mani, hanno rilanciato, alzando l'asticella un pò più in alto in vista fin da ora del futuro capitolo di questa interminabile saga. L'urlo primordiale che altrove (Zu, Zeus!, Ufomammuth, ecc...) corre alto e lancinante risulta sempre soffocato dal mostruoso alieno accasatosi a Lodi, riuscendo a mantenere desta l'attenzione nell’ascoltatore non solo su disco, ma pure on stage. Forse le nostre menti sono già state circuite. Forse siamo già stati ammorbati e neanche ce ne rendiamo conto. Forse è solamente la bravura della misteriosa line up a rendere più fruibile ciò che fruibile non è. Plauso finale per la sempre interessante opera di design affidata a Malleus, autori del packaging e dell'artwork, degno rivestimento grafico di questo nuovo capitolo cacofonico made in Italy.

il post è presente qui: http://morkobot.wordpress.com/morkoview-read/morbo-reviews/ 

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